Last weeks in Perth December 12
Ultime 2 settimane a Perth dunque, il contratto d’affitto che scade, e io che mi ritrovo (finalmente, nuovamente) senza un lavoro, senza un tetto, e senza aver deciso quale sarà la prima meta. Come sempre, importa poco, è il lusso che ci si può permettere quando si viaggia in solitaria. In linea di massima direi up north, almeno da vedere Exmouth, Coral Bay e compagnia bella, ma non è detto che decida di tirare dritto a sud per Esperance, con parchi nazionali annessi e connessi, si intende.
Logisticamente dovrebbe essere tutto pronto, tanto che ho già pagato la road assistence: si sa mai che la Camry decida di lasciarmi a piedi nel bel mezzo dell’outback… e qui si parla di km e km di auto da trainare, meglio non rischiare. Durante queste ultime settimane di risparmio forzato mi sono pure dato al fai-da-te, allestendo lentamente la Toyota per la prova su strada, prestando particolare attenzione all’arredamento, dato che sarà a tutti gli effetti la mia nuova casa. E così con un po’ di rete di plastica e autofilettanti ho ricavato delle tendine parasole-antimosche per i finestrini posteriori e tiranti per fissare i bagagli e l’attrezzatura. Bombole del gas e fornelletti pronti, mi manca ancora materassino sacco a pelo e amenità da campeggio varie, ma le sistemerò in settimana. E se mi avanzano i dindi, probabile che li investirò in una amaca… del resto trattasi di amenità indispensabile.
Ah, sì, ho finalmente comprato una nuova macchina fotografica digitale; nulla di chè, una Nikon Coolpix L10, giusto per avere qualche cosa di maneggevole e per la quale non mi prenda un coccolone in caso di autocombustione o annegamento. Ho fatto 2 foto questi ultimi giorni ma sono tutt’altro che ispirato. Non che non trovi bella la città, ma mi sembra come di ripetermi ad ogni scatto, dunque aspetto di avere nuovi soggetti per tornare ad inzozzare con regolarità il mio Flickr album. A dire il vero era qualche tempo che avevo messo gli occhi su una Canon EOS 400D, ma preferisco non rischiare di restare senza soldi prima della fine del viaggio, che la mia voglia di lavorare è tornata nella norma, ristabilizzatasi su un rassicurante zero.
E il giorno di Natale? Se penso al clima, beh, mi vien da sorridere: particolarmente grottesca la sensazione durante l’attività più praticata del periodo, lo shopping, con 30°C all’ombra, aria condizionata a canna, flip flops ai piedi, e Jingle Bells dagli altoparlanti degli ipermercati; zero programmi anche per il fatidico 25 dunque, ma mi piacerebbe passarlo con il mitico Giuseppe detto Guss, al quale non son mai riuscito a dire grazie abbastanza (colpa della lingua? forse, ma forse più del fatto che non sono mai stato un gran chè in quel genere di cose). Ma non mi farò mancare una capatina in quel di Randell street, sia mai che lascio la città senza salutare come si deve gli esuli triestini.
E gli auguri di Natale+BuonAnno? Nel prossimo post prepartenza
